Vasco di qua, Vasco di là 

Ammetto di avere poca dimestichezza con la persona e il personaggio, quindi magari mi sbaglio, però da un mese e mezzo non passa giorno che non si senta parlare di Vasco Rossi.

 

Ora, le doti canore di Vasco credo siano indiscutibili: non sa cantare (e prima che i fan mi saltino alla gola: non è un crimine fare un mestiere per cui non sei portato: Madonna ci ha fatto una carriera, Battisti ancora lo cantiamo ai falò, io vengo pagato da 5 anni per fare l’informatico, rendiamoci conto!).
Le doti da showman neanche le discuto, visto che comunque ti riempie i palasport e se la gente ci torna evidentemente non si annoia.
Quelle da autore direi che sono altalenanti, tra momenti di poesia, e altri che decisamente no! (Ma ammetto di ignorare la discografia completa)

 

Ma nonostante tutto ciò, l’italiano mediamente disinteressato lo sentiva nominare in occasione di un figlio illegittimo, qualche fatto di droga e alcool o pessimi adattamenti di hit dei radiohead ( per dire fatti recenti)

 

Invece da quando ha dichiarato di volersi ritirare dalle scene (che poi se vuoi continuare a fare cd e apparizioni varie che ritiro è?) non si fa altro che scrivere di lui.

 

Voglio dire, pure noti trendsetter tipo Signorponza lo hanno citato.

 

Insomma: si tratta di un ultimo rigurgito del revival anni ’70/’80, una campagna di marketing per l’uscita del documentario a Venezia, o solo di recente i fan hanno imparato a leggere e i media vogliono accaparrarsi questo nuovo target?

 

 

(Ah sì, ho ricambiato grafica al blog, giuro che prima o poi la smetto)

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