Under the bridge

In ritardo come sempre un veloce resoconto di questo ponte 😀

Mercoledì sera la trash-night si è trasformata in una nottata alcoolica in tre tappe.
Tappa uno: bacardi al pub con amici del Gruppo Giovani Cassero a parlar di cazzate varie ed eventuali e far spaventare il nuovo arrivato.
Tappa due: veloce corsa a casa per cambiarmi ed assumere un aspetto umano e, gin al seguito, recupero Thomas e ci dirigiamo da Giulio che ci attende per bevuta preventiva. Arrivano anche Viola Giovanni, Totò e Andrea C e tutti assieme appassionatamente diamo fondo a mirto vodka gin e succhi di frutta.
Insomma, sbronzati vivi ci dirigiamo (con bottiglietta di vodka lemon al seguito) verso il locale del post qui sotto.
Tappa tre: al locale saluto un po’ di amici e apro le danze con qualche cicchetto.
Musica decente. Più pop che trash, ma ci sta tutta. Alla fine tra chiacchiere, stanchezza, ballo e altro alcool vario ed eventuale, decidiamo (io e Thomas) che le 4 possono essere un buon orario per iniziare a tornare a casa. Abbandoniamo il resto della combriccola e ci dirigiamo alla ricerca di un autobus notturno.
Sì ok qualcuno ha anche rimesso ma non saprete mai chi (e no, non ero io 😛 )

Giovedì sveglia all’ora di pranzo praticamente. Saluto Thomas e mi dedico alla presa di coscienza della mia esistenza al mondo 🙂 insomma ho passato il primo maggio a non fare un’emerita cippa. E ci stava tutto 😀 il massimo del lusso che mi sono concesso sono stati due passi in giro per la città  stracolma di turisti nel pomeriggio.

Venerdì invece trascorso alla ricerca di un ufficio postale vuoto (scemo io of course) per pagare una certa bolletta della spazzatura che è ancora in mano mia.
Arrendendomi all’idea che non avrei avuto il tempo materiale per pagarla mi dirigo al supermercato per comprare il necessaire per il vero evento di questo ponte.
Pomeriggio invece ri-trascorso con Giulio a cercare pezzi per il suo pc e a fare figure di merda non riconoscendo per l’ennesima volta sua sorella.
E la sera a cucinare 😀
E la nottata di nuovo a bere ballare con i coinquilini e amici vari.

Sabato invece svegliato e sistemato le ultime cose in attesa dell’arrivo di Watkin e Perochan qui a Bologna.
Il primo ad arrivare è stato il nostro toscano che, riconoscibilissimo dal suo “giacchetto da barca a vela” giallo, ha subito potuto ammirare uno spaccato di indigeni.

uomo-pinguino

Dopo un giro nei dintorni torniamo in stazione e recuperiamo anche Pero, incredibilmente arrivato in anticipo e subito ci avviamo verso la prima tappa: il mercato.
Ora, in realtà  è stato un fuoriprogramma ma a quanto pare il mercato della Montagnola in Lombardia è così famoso che non potevamo non far provare a Pero l’ebrezza di andarci 🙂
Subito dopo un classico giro di piazze (Nettuno, Maggiore e Santo Stefano) e poi a fare i deficenti in Feltrinelli e per negozi di oggettistica.

Tempo di un veloce passaggio a casa a recuperare le cibarie e subito diretti al parco di Villa spada.
Parco che il realtà  è fondamentalmente una collina, quindi ci avventuriamo alla ricerca di un prato in cui vettvagliare e gozzovigliare.
Subito siamo consapevoli della grave mancanza di questa giornata. il CAVATAPPI!
cavatappi

Diciamo subito che QUALCUNO avrebbe dovuto ricordarmelo e non l’ha fatto 😛

E quindi di conseguenza il Leit motive della giornata è: come fare ad aprire una bottiglia di vino bianco senza cavatappi?
Prima di arrivare all’ovvia conclusione che non si fa, abbiamo a turno trascorso un certo quantitativo di tempo a fare tentativi vari per far cedere il tappo.
A titolo esemplificativo:

Avrei anche un video in proposito ma devo caricarlo su youtube prima 😛

Comunque, incidenti di percorso a parte, ci sono state anche cibarie
watkin e la pasta

Ma soprattutto chiacchiere e cazzeggio ( e quello è irriproducibile in foto )

Ricordi sparsi:

– Ambra e la sigla citazionista.
– Pero e le foto con gli alberi.
– Watkin che da piccolo era una coccinella.
– Le coccinelle (che da grandi saranno Watkin?) che cantavano canzoni assurde.
– Pero che ha inventato modi sempre più fantasiosi per tentare di aprire quella bottiglia.
– I cori da stadio…dei tifosi del Bologna.
– Mamma Watkin che è entrata nel cuore di Pero.
– Due persone volevano buttare giù dalla collina una terza perché non ha mai visto Priscilla…(a voi indovinare i soggetti nel contesto).

Ma più di tutto ricordo la generale sensazione di divertimento e allegria che ho provato per tutto il giorno, che ha smorzato la tensione di conoscere dal vivo vue persone con cui fino ad ora ho avuto dei rapporti solo virtuali.
E che sono state una conferma più che piacevole.

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