Un nome e un destino

Oggi vi racconterò di una mia amica. Per proteggere la sua privacy userò un nome di fantasia.
No, col cavolo: se uso un nome falso poi non si capisce il titolo del post.
Allora: la mia amica si chiama Audacia.

Figlia di genitori fricchettoni, la mia amica decise di abbandonare il nido famigliare appena compiuti i 18 anni, e che avrebbe studiato (non è dato sapere cosa) e vagato da un posto all’altro in cerca di una città  e di una vita che le si confacesse.
Ma ai tempi io non la conoscevo ancora.

Nel contempo il vostro eroe (che sarei sempre io, nn dimentichiamolo) viveva a Cesena e spesso prendeva il treno per andarsene in giro per il cento-nord in cerca di una città  e di una vita che gli si confacesse.

Uno di questi pellegrinaggi era finalizzato a conoscere G.
G è un cuoco che ai tempi girava per l’Europa in cerca di una città  e di una vita che gli si confacesse.

In quel periodo la città  in questione per tutti e tre era Firenze.

G era ospite di una coppia di suoi amici in un b&b, in cui casualmente alloggiava anche Audacia.
E quel weekend soggiornavo anche io lì (sì ero ospite di G, sì abbiamo dormito assieme, sì è un gran figo, sì abbiamo trombato, sì lo sto scrivendo per vantarmene, ma non è quello il punto della storia, quindi non andiamo off topic)

Il primo incontro con Audacia avvenne nei corridoi del b&b quando mi si avvicinò dicendo una cosa tipo: “Piacere, sono Audacia. Ho appena mollato il mio ragazzo cacciandolo a calci dalla camera. Nella fretta ha lasciato una bustona di erba. Mi dai una mano a preparare una trentina di canne e le vendiamo stasera all’entrata della discoteca X e domani con il ricavato compriamo cibo e alcool per me, te, G e i proprietari del b&b e festeggiamo la mia singletudine?”

Ovviamente è stato subito amore a prima vista.

Alla fine le canne non sono mai uscite dal b&b. Noi in compenso eravamo allucinati e siamo andati in giro per Firenze. E lì ho capito che Audacia lo era anche di fatto.
Aveva visto un bell’uomo in strada e come niente fosse in tre minuti si è presentata, l’ha limonato ci ha salutato per portarselo in camera.

La parte divertente è che il tizio in questione aveva un po’ la mania del sesso sadomaso da dominante. E anche lei. Inutile dire che quando siamo tornati noi al b&b abbiamo dovuto cacciare il tipo a calci perché i due erano in piena lite.

Con G la cosa è conclusa quel weekend stesso, mentre Audacia ho continuato a sentirla per un po’.

Ci siamo rivisti mesi dopo. Lei si era fermata per un po’ a Brescia e io l’ho raggiunta per un paio di giorni.
Mi presenta il suo nuovo amore della settimana.
Uno psicopatico satanista davvero convinto che Audacia fosse vergine e si era convinto di coinvolgerla in un rito sessuale di gruppo per omaggiare non so quale divinità .
Riesco a convincerla che forse può meritare di meglio.
La parte difficile è stata convincere lui, e devo ringraziare un po’ di amici bresciani se io e lei siamo usciti sani da quella situazione poco piacevole.
Senza scendere nel dettaglio dico solo che c’erano interiora bovine e coltelli.

Ci riperdiamo di vista per anni finché non mi richiama qualche mese fa e da allora ogni tanto continuiamo a sentirci anche se manca a entrambi il tempo di vederci.

Qualche ora fa mi arriva un sms

Mi sposo! Sto organizzando data e tutto il resto. Verrai?

La mia risposta

Ci sarà  un dress code? No perché ovviamente stavolta verrò armato e voglio sapere con che vestito abbinare coltelli, visti i precedenti delle mie conoscenze con i tuoi uomini. Chi è il fortunato?

Lei:

Si chiama Gail. è più grande di me, ma che dire, dopo tre settimane ho capito che voglio stare con lui per sempre. Si occupa di Import/Export di cose varie con il Sud America.

Io:

I/E con il Sud America…Ok ci sarò ma tu organizzalo con calma questo matrimonio che ho bisogno di un visto per la detenzione di armi da fuoco. Così per sicurezza.

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