Questione di prospettiva
August 19, 2008 on 10:47 am | In holiday, trasferta | 9 CommentsA volte, per riuscire a vedere e stare un po’ assieme a Perochan che non vedi da mesi, bisogna fare le cose in maniera un po’ più creativa.
Quindi anziché vederci in piazza della Loggia o sotto le due torri, il destino ci porta a unire tutte queste cose, e si finisce sì in una piazza, ma con una torre soltanto.
E ovviamente le nostri menti criminali si sono inventate il passatempo della mattinata (perché in realtà eravamo lì solo per aspettare Watkin che intanto giocava con le muffe, mica per scopi culturali).
Insomma, abbiamo fotografato turisti in pose assurde per farsi immortalare con la torre alle loro spalle.
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Weekend a Watkinville
July 27, 2008 on 10:29 pm | In Cazzeggio, appuntamenti, film, holiday, televisione, trasferta, weekend | 19 CommentsE così, dopo una giornata di lavoro assurda (cioè noiosa) e millemila ore di treno (cioè poco più di due effettive) in piedi (cioè seduto negli scalini per scendere) finalmente giungo alla meta vacanziera di questo weekend, la mitica Watkinville.
Grazie a Watkin che mi ha ospitato e soprattutto grazie ai suoi che sono via in vacanza.
Soprattutto perché sto scrivendo dal cellulare e se abbrevio qualche parola evito il tunnel carpale.
La prima sera è passata nella maniera migliore per entrambi: a casa a riposarci dopo la giornata sfiancante.
E così butto un occhio sulla cinematografia Watkiniana fatta di film in bianco e nero e Dive Eterne. Quasi tutte morte a dire il vero.
(A proposito di Dive Morte, questa l’ho vista oggi)
Programma della serata:”Che fine ha fatto Baby Jane?” e gelato al cioccolato.

E ovviamente mille mila chiacchiere fino alle 2 quasi
Una cosa che non sapevo di questo blogger è che ha anche un piccolo sistema di allarme al suo interno.
E a quanto pare non lo sapeva neanche lui.
Fatto sta che alle 3.30 di notte l’allarme è scattato. Nel sonno.
E probabilmente le città vicine hanno pensato si trattasse delle sirene delle zone di guerra. Solo più forti.
Insomma ha iniziato a urlare a più non posso all’improvviso nel cuore della notte. Mentre ancora dormiva.
Io pensavo che avesse trovato un insetto nel letto o cose così. Dopo averlo chiamato un po’ di volte senza ricevere risposta accendo la luce e lo vedo seduto sul suo letto che urla ancora più forte.
Poi mi alzo per avvicinarmi, smette di urlare e mi dice “ciao“.
E da lì seguita un’ora di risate ![]()
La versione che ci siamo dati è che nostro urlatore pazzo non aveva avvisato il suo cervello che io avrei dormito nel letto ai suoi piedi . E quando mi ha percepito rigirarmi nel letto ha pensato che fossi un nemico da abbattere acusticamente.
Fortunatamente siamo dispersi in campagna e nessun vicino ha chiamato l’esercito o l’ONU ![]()
Insomma signori ladri, siete avvisati! Non provate neanche ad avvicinarvi a casa Watkin.
E il primo che dice che faccio questo effetto agli uomini sappia che è la persona più scontate al mondo perché lo sapevo da prima di venerdì
Insomma dopo aver continuato a riderne in casa per tutto sabato mattina, decidiamo di dirigerci verso il mare per il mio primo bagno di stagione.
Ok non sono entrato in acqua.
Ok son ustionato davanti.
Però Watkin è tanto bravo che mi ha messo la crema nella schiena e dietro sono bianco. Tranne in alcuni punti…
In tutto ciò lui ha letto il suo primo Vanity Fair (che non si dica che Watkin non abbia avuto una prima volta con me) e io finalmente ho conosciuto la sua amica Lisa
Tornati a casa e scavato tra i fondi del suo frigorifero, ci vestiamo (leggi, spulcio il suo armadio alla ricerca di qualcosa di aderente da fargli indossare) e ci dirigiamo verso il Mamamia, dove finalmente abbiamo una chiara visione del perché Watkin avesse urlato la notte prima: ieri sera al Mamamia c’era il concerto di DOLCENERA!
Apriamo una parentesi Dolcenera. Quella donna ha una dote: riesce a farti venir voglia di tagliarti le vene nonostante canti cose come “siamo tutti là fuori in attesa di vivere un sogno incredibile” oppure “com’è straordinaria la vita“.
Figuratevi quando attacca con “Io non lo so se è meglio amarti invano o non amarti per niente ”
Poi consideriamo che ero io l’autista (nella watkin-car) e che non potevo neanche ubriacarmi per sopportare tutto questo
Insomma dopo aver ballato qualcosa tra un pezzo di esibizione e l’altro ce ne torniamo a casa comunque contenti per la serata.
Purtroppo non siamo riusciti a riconoscere Gipris tra la folla però ho rivisto gente con cui non scambiavo chiacchiere dal vivo da anni!
Oggi infine ho avuto io una prima volta con Watkin: un giro in tandem (e stavolta l’autista vero era lui) per le mura e per il centro di una Lucca che non ricordavo così solare.
E piena di francesi.

Insomma un weekend quantomeno perfetto e decisamente gradito. E decisamente Watkin si sta rivelando una delle conoscenze migliori di questo 2008.
Urla a parte insomma
Ah per la gioia l’invidia di Pero ecco una foto dell’armadio di Mamma Watkin
Cattivo Pero che non sei venuto ecco

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La passione per lo sport
June 2, 2008 on 12:19 am | In Varie | 3 CommentsDovete sapere che da qualche ora il Bologna è in serie A.
Io questa cosa l’ho un attimo avvertita nell’aria grazie ad alcuni sottilissimi indizi:
- i discorsi dei miei colleghi delle ultime settimane
- La miriade di bambini vestiti di rosso e blu nell’autobus in direzione stadio.
- la radiocronaca sparata a tutto volume dai miei vicini oggi pomeriggio.
Insomma a fine radiocronaca sono sceso per strada con Ice e Mariano a fare qualche foto, sperando di assistere a donne che correvano nude in strada o cagnolini vestiti con i colori della squadra.
Alla fine ci siamo accontentati di 20enni palestrati a torso nudo con gli addominali in vista (no niente foto sorry).
Tanto per alimentare il cliché che i gay e il calcio sono due mondi a parte, riporto uno stralcio di sms tra me e Watkin (che, per chi non lo sapesse, è di Pisa)
Io: “qualcosa mi dice che avete perso”
Watkin: “Oddio, perso cosa?”
Io: “La partita contro il Bologna che ora è il serie A e la città è in festa”
Watkin: “Perché, la partita era contro il Pisa?”
Io: “Mi dicono così”
Per fortuna hanno smesso di suonare clacson e bombolette varie!
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Under the bridge
May 6, 2008 on 1:34 pm | In Varie, holiday, musica, night in bo, weekend | 8 CommentsIn ritardo come sempre un veloce resoconto di questo ponte
Mercoledì sera la trash-night si è trasformata in una nottata alcoolica in tre tappe.
Tappa uno: bacardi al pub con amici del Gruppo Giovani Cassero a parlar di cazzate varie ed eventuali e far spaventare il nuovo arrivato.
Tappa due: veloce corsa a casa per cambiarmi ed assumere un aspetto umano e, gin al seguito, recupero Thomas e ci dirigiamo da Giulio che ci attende per bevuta preventiva. Arrivano anche Viola Giovanni, Totò e Andrea C e tutti assieme appassionatamente diamo fondo a mirto vodka gin e succhi di frutta.
Insomma, sbronzati vivi ci dirigiamo (con bottiglietta di vodka lemon al seguito) verso il locale del post qui sotto.
Tappa tre: al locale saluto un po’ di amici e apro le danze con qualche cicchetto.
Musica decente. Più pop che trash, ma ci sta tutta. Alla fine tra chiacchiere, stanchezza, ballo e altro alcool vario ed eventuale, decidiamo (io e Thomas) che le 4 possono essere un buon orario per iniziare a tornare a casa. Abbandoniamo il resto della combriccola e ci dirigiamo alla ricerca di un autobus notturno.
Sì ok qualcuno ha anche rimesso ma non saprete mai chi (e no, non ero io
)
Giovedì sveglia all’ora di pranzo praticamente. Saluto Thomas e mi dedico alla presa di coscienza della mia esistenza al mondo
insomma ho passato il primo maggio a non fare un’emerita cippa. E ci stava tutto
il massimo del lusso che mi sono concesso sono stati due passi in giro per la città stracolma di turisti nel pomeriggio.
Venerdì invece trascorso alla ricerca di un ufficio postale vuoto (scemo io of course) per pagare una certa bolletta della spazzatura che è ancora in mano mia.
Arrendendomi all’idea che non avrei avuto il tempo materiale per pagarla mi dirigo al supermercato per comprare il necessaire per il vero evento di questo ponte.
Pomeriggio invece ri-trascorso con Giulio a cercare pezzi per il suo pc e a fare figure di merda non riconoscendo per l’ennesima volta sua sorella.
E la sera a cucinare ![]()
E la nottata di nuovo a bere ballare con i coinquilini e amici vari.
Sabato invece svegliato e sistemato le ultime cose in attesa dell’arrivo di Watkin e Perochan qui a Bologna.
Il primo ad arrivare è stato il nostro toscano che, riconoscibilissimo dal suo “giacchetto da barca a vela” giallo, ha subito potuto ammirare uno spaccato di indigeni.

Dopo un giro nei dintorni torniamo in stazione e recuperiamo anche Pero, incredibilmente arrivato in anticipo e subito ci avviamo verso la prima tappa: il mercato.
Ora, in realtà è stato un fuoriprogramma ma a quanto pare il mercato della Montagnola in Lombardia è così famoso che non potevamo non far provare a Pero l’ebrezza di andarci ![]()
Subito dopo un classico giro di piazze (Nettuno, Maggiore e Santo Stefano) e poi a fare i deficenti in Feltrinelli e per negozi di oggettistica.
Tempo di un veloce passaggio a casa a recuperare le cibarie e subito diretti al parco di Villa spada.
Parco che il realtà è fondamentalmente una collina, quindi ci avventuriamo alla ricerca di un prato in cui vettvagliare e gozzovigliare.
Subito siamo consapevoli della grave mancanza di questa giornata. il CAVATAPPI!
Diciamo subito che QUALCUNO avrebbe dovuto ricordarmelo e non l’ha fatto
E quindi di conseguenza il Leit motive della giornata è: come fare ad aprire una bottiglia di vino bianco senza cavatappi?
Prima di arrivare all’ovvia conclusione che non si fa, abbiamo a turno trascorso un certo quantitativo di tempo a fare tentativi vari per far cedere il tappo.
A titolo esemplificativo:
Avrei anche un video in proposito ma devo caricarlo su youtube prima
Comunque, incidenti di percorso a parte, ci sono state anche cibarie
Ma soprattutto chiacchiere e cazzeggio ( e quello è irriproducibile in foto )
Ricordi sparsi:
- Ambra e la sigla citazionista.
- Pero e le foto con gli alberi.
- Watkin che da piccolo era una coccinella.
- Le coccinelle (che da grandi saranno Watkin?) che cantavano canzoni assurde.
- Pero che ha inventato modi sempre più fantasiosi per tentare di aprire quella bottiglia.
- I cori da stadio…dei tifosi del Bologna.
- Mamma Watkin che è entrata nel cuore di Pero.
- Due persone volevano buttare giù dalla collina una terza perché non ha mai visto Priscilla…(a voi indovinare i soggetti nel contesto).
Ma più di tutto ricordo la generale sensazione di divertimento e allegria che ho provato per tutto il giorno, che ha smorzato la tensione di conoscere dal vivo vue persone con cui fino ad ora ho avuto dei rapporti solo virtuali.
E che sono state una conferma più che piacevole.
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