Tagged: Vacanza RSS Toggle Comment Threads | Keyboard Shortcuts

  • falcon82 9:30 am on 15/10/2012
    Tags: istanbul, locali gay, pegasus, turchia, Vacanza,   

    Finalmente sono riuscito a fare un po’ di ferie, e approfittando di alcune coincidenze astrali (aka biglietti economici e la spinta di un caro amico) ho pensato di investire 5 giorni a Istanbul.

    Ora: le mie aspettative sulla città erano parecchio alte, visto che il commento più negativo da chi l’ha già visitata è stato “ci ho lasciato il cuore”.

     

    Il viaggio con la pegsus airlines è stato piuttosto confortevole e piacevole, soprattutto per questo video, trasmesso alla partenza:

    Uscire dall’aeroporto di … è stato più complesso del previsto: il personale si limitava a mandarci da una parte all’altra senza avere particole interesse a rispondere al tuo inglese.

    Una volta fuori ho cercato tra le varie alternative (bus provati per lo più) come arrivare in piazza Taksim.

    L’ora e mezzo di strada in mezzo al traffico mi ha fatto effettivamente rivalutare in termini concreti il detto “bestemmiare come un turco”.

    Arrivato in piazza mi sono diretto verso Istikal, la via (circa) pedonale della Istanbul occidentale turistica.

    Due cortei dopo finalmente riesco ad aggirarmi in mezzo ai vicoli laterali e trovare il mio ostello.

    Ora, prenotare lì è stata essenzialmente una questione di urgenza e logistica, ma un posto che si chiama Mistery Simurgh Hostel qualche indizio avrebbe dovuto darmelo.

    Anzitutto lì ho avuto il primo approccio con lo stile delle costruzioni di quella zona della città: scale strette ripidissime e curve. Il gestore del posto, seduto assieme ai suoi amici sui divani a fumare dava l’idea di una comune hippy.

    Inutile dire che mi sono piazzato a farci quattro chiacchiere.

    Quella sera avevo contattato Oktay, un giornalista/attivista gay che avevo conosciuto anni prima a Bologna.

    Mi ha portato in giro per la zona del mio ostello per un giro esplorativo, e mi ha accompagnato a bere qualcosa allo sugar & spice, un bar gay aperto da poco.

    In quella zona della città ho poi scoperto esserci parecchi locali gay, e una certa apertura da parte della comunità locale.

    A un certo punto della serata mi sono ritrovato circondato un paio di turchi, da due olandesi, tre francesi e un gruppo di tedeschi a raccontarmi di come hanno visto la città e di quanto la trovassero multietnica.

    Poi ovviamente siamo degenerati in aulici discorsi su sesso e alcool (che hanno offerto per tutta la sera, ma ho accettato solo il secondo.) e quando la situazione stava diventando un po’ creepy (i turchi volevano portarmi in casa del loro spacciatore di erba) ho pensato che fosse il momento di salutare e andare a dormire.

    5 ore dopo ero già in piedi e pronto a raggiungere i miei compagni di viaggio, giunti quella mattina dalla Bulgaria.

    Abbiamo deciso di alloggiare in un appartamento tutto per noi, di proprietà di Mustafà.

    Ora, Mustafà è il Tony Soprano di Istanbul. Alla prima nostra lamentela sul bagno non pulito a dovere al nostro arrivo, lui ha raccattato un 15enne e l’ha mandato a pulire, mentre ci ha offerto tonnellate di te e caffè per scusarsi, ci ha minacciati di passare a colazione a prendere gratis i panini farciti che vendeva nella sua bottega.

    Soprattutto continuava a intervallare tutto con dei “you ask me, no problem, my friend”.

    Ci ha anche presentati al suo amico kebabbaro che si è limitato a un “we will look after you”. Ho deciso di pensare che quella frase fosse un mio limite linguistico e non una minaccia.

     

    Era dal 2006 che non facevo un viaggio con un amico. Durante questi 6 anni ho sempre viaggiato o da solo o con il ragazzo del periodo.

    Questa occasione è stata utile, oltre che piacevole anche perché io di Istanbul in effetti non sapevo nulla, avendo avuto un’ora di tempo per leggere la guida al volo. Avere qualcuno più preparato di me su cosa vedere e dove andare è stato sicuramente utile.

    Vi tralascio i giri prettamente turistici. Dico solo che Costantino ha fatto un buon lavoro e la città merita decisamente di essere visitata (insomma ci sono mille guide a riguardo) :)

     

    A parte i richiami alla preghiera che risuonano in ogni dove quella mezza dozzina di volte al giorno, mi ha interessato il rapporto dei turchi con le moschee (chi le frequenta almeno).

    In realtà era molto più divertente vedere il rapporto delle turiste donne con le moschee, visto che molte di loro amavano fotografarsi all’interno con scialle in testa e aria sommessa, a scimmiottare le vere fedeli, salvo poi avere gonne a giropassera e minidress da cubista della bassa.

     

    I turchi con cui ho avuto a che fare sono essenzialmente cabinisti, poco organizzati, guidano in maniera discutibile, pagano in lire, e si fanno in quattro per darti una mano in caso di necessità (se non hanno addosso una divisa).

    Un grande quartire spagnolo di Napoli, con tanto fermento in sottofondo (l’economia cresce, la città si occidentalizza e i turchi cercano di trovare il loro posto in questa mutazione)

     

    I locali gay che ho visto sono cari, soprattutto rispetto al discorso alcolico (30 e passa lire per un long island).

    La gente mi è sempre parsa piuttosto tranquilla e si lancia in approcci senza problemi.

    L’ostacolo linguistico a volte si è sentito purtroppo (soprattutto l’ha sentito il mio amico che era effettivamente lì per festeggiare a dovere la sua laurea e tanti ragazzi degni di nota non volevano neanche tentare la conversazione quando hanno capito che sarebbe stata in inglese).

    Invece dal punto di vista “2.0″ il governo turco blocca gli accessi ai maggiori siti  con profili gay (Gayromeo in primis). Ma grindr funziona, tirate pure un sospiro di sollievo!

    Ho evitato come la pesta l’acqua che non fosse imbottigliata, seguendo il consiglio di chi mi ha preceduto in vacanza.

    In compenso il pesce cucinato direttamente al mercato aveva decisamente il suo perché (soprattutto a quel prezzo, col cambio favorevole).

    In generale il cibo ha sempre dato soddisfazioni :)

     

    L’ultimo giorno però ci siamo lasciati fregare dall’insalata, e di conseguenza eviterò di raccontare dell’ultima notte, tranne che prima di star male ho fatto quattro chiacchiere con le prostitute della mia via, che attiravano turisti dalle loro finestre. C’è da dire che lo stato di ebrezza in cui riversavo durante tutte le mie altri notti di soggiorno non mi ha fatto realizzare che in effetti le case fossero praticamente tutte dei bordelli autogestiti.

    La stragrande maggioranza erano evidentemente transessuali, e arrivate lì da altre parti della Turchia e nazioni vicine. (una l’ho riconosciuta perché Mustafa me l’ha presentata giorni fa come “she is my friend, but not my girlfriend. she works downstairs”.

     

    Un viaggio sicuramente positivo, una vacanza necessaria a riposarmi, e un’esperienza molto bella che consiglio assolutamente, anche grazie a voli abbastanza economici e a una valuta favorevole.

     

    Commenta! Finalmente sono riuscito a fare un po’ …
     
    • Signor Ponza 4:02 pm on 16/10/2012 | Reply

      Nella mia lista di cose vedere. E anche solo ALCUNE delle cose che hai fatto tu :P Altre me le posso anche risparmiare, anche se danno un tocco ancor più avventuroso al tuo racconto :D

      • falcon82 12:46 pm on 17/10/2012 | Reply

        non capisco di cosa tu stia parlando! io mi sono limitato a seguire, circa, la guida :P

  •  
  • falcon82 4:01 pm on 05/10/2011
    Tags: Londra, rugby, Vacanza, week end   

    - due aerei qualche bus e svariate metropolitane
    - Un gran caldo
    - un toga party
    - un marito improvvisato
    - insetti vari che si sono nutriti di me in un campo da rugby
    - una transessuale che mi ha preparato un panino davvero buono
    - un ragazzo che ha vomitato birra nello stesso bichciere da cui l’aveva appena bevuta
    - un etero molto propenso a denudarsi che ha fatto lotta nel lubrificante con un grosso orso gay in mezzo a una folla di tifosi
    - una babygang che per passare il tempo lancia cassonetti contro delle abitazioni
    - qualche ora in ospedale assieme a delle lesbiche francesi
    - taaaanti caffè
    - il fish&chips più pesante dell’universo
    - la voglia di tornarci

     

    Sì, sono stato a Londra lo scorso weekend

    Commenta! 30 ore e un po’
     
  •  
  • falcon82 2:59 pm on 07/12/2010
    Tags: Manhattan, , Vacanza,   

    [Qui le foto]

    A New York ho deciso di dar retta ai consigli di Matteo B Bianchi e altra gente più o meno famosa e mi sono lanciato alla ricerca di un alloggio tramite il sito Airbnb.com. La vicina della tipa da cui ho affittato la stanza mi ha augurato 5 volte “good luck”, e ancora non ci ero entrato in quella casa.
    La tipa che ha accettato di condividere la casa per 47 euro a notte è Val, un’artistoide ungherese che studia antropologia umana e avverte le vibrazioni delle persone. La casa è a Chinatown. Nella parte di dietro di un edificio. Che nasconde una porta, che ne nasconde un’altra, che nasconde l’ingresso di un altro edificio. Il posto perfetto se fossi un immigrato illegale. Il passo successivo è stato discutere con la mia locatrice su come fare ad arrotondare gli angoli tra muri e soffitto, mentre mi illustrava feti di maiale e catene attaccate alla camera.

    Per sentirmi allineato alla città ho smesso anche io di dormire.

    Cose che mi sento di smentire di New York:
    1 – Chinatown non puzza di fritto ma di pesce fresco. Cosa che non schifo, arrivando da una città di mare. E ha inglobato Little Italy fino a farla sparire. Cosa che non fa schifo, arrivando da Big Italy.
    2 – I ragazzi fighi lo sono sul serio! Potere della palestra? Della convinzione? Della mia astinenza? In ogni caso vedere tutta quella marea di ragazzi con bei fisici fa pensare che forse andare in palestra per rimettermi in sesto non sia così infattibile. Poi penso che in palestra devo andarci io e non loro, e la prospettiva cambia decisamente!
    3 – Nelle zone in cui sono stato io, anche di notte, si percepisce una grande atmosfera di sicurezza e di empatia da parte delle persone! A volte in maniera esagerata. Gli americani chiedono scusa ad ogni evenienza! Anche quando ti urtano. SEMPRE! Anche quando sei da Scwartz assieme a tutti i genitori di Manhattan e i loro figli irrequieti sono attratti dalla voglia di lanciarsi contro di te. Ho seriamente rischiato di compiere una strage famigliare al centesimo “Sorry” in 10 minuti nel tentativo di uscire da quel luogo infernale.

    L’era dell’ottimismo di Obama è finito. E la cosa si vede nella vita di tutti i giorni: Nessuno si siede sull’ultima poltrona libera di starbucks perché nessuno crede che un altro essere umano arrivato in quella caffetteria prima di lui possa aver davvero rinunciato a quel posto! Io, da turista ringrazio!

    Se amo Bologna è perché è una città di contrasti che convivono assieme. New York lo è ancora di più. Ogni stile di vita si esprime appieno in una precisa zona della città. L’unico momento in cui vedi tutti i cittadini uniti nel fare la stessa cosa è il tentativo di attirare l’attenzione del commesso dell’Apple Store per pagare qualcosa o farsi dare un consiglio. L’ iRacket è la vera democrazia sociale a Manhattan.

    Quando dico a un cittadino di Manhattan che il prossimo luogo di soggiorno è San Francisco, tutti mi guardano con sguardo estasiato e dicono di invidiarmi molto e che è la città più bella del creato. Aumentando esponenzialmente le mie aspettative sulla seconda parte del mio soggiorno amercano.

    Comunque il mio posto preferito a New York è la casa del Noodle a Brooklyn. L’ho detto!

    Commenta! New York City Boy: il resoconto
     
    • Lord 4:55 pm on 07/12/2010 | Reply

      Quando andai io a NYC, ebbi l’impressione che lì avrei potuto fare tutto quello che mi passava per la testa. E’ una città talmente grande e che offre talmente tanto, e sempre in movimento e quando tornai a Rome, è stato come tornare in città scolpita nella roccia, dove tutto è già deciso e scolpito da qualcun’altro. Vabbè, magari non hai capito quello che intendo e avresti pure ragione.

      San Francisco invece, è molto più europea e anche se sta dall’altro capo del mondo, si respira aria di casa. Non ha la frenesia dei newyorkesi e l’unico pensiero che mi veniva mentre camminavo per le strade, è che io lì ci avrei vissuto per sempre.

    • Pero 10:06 am on 08/12/2010 | Reply

      Ma gli angoli poi li avete arrotondati? Pare il primo episodio di Cenerentola a New York.

  •  
c
compose new post
j
next post/next comment
k
previous post/previous comment
r
reply
o
show/hide comments
t
go to top
l
go to login
h
show/hide help
esc
cancel
  • RSS
  • Facebook
  • Twitter
  • Tumblr
  • Last.fm