Perplessità

August 6, 2008 on 12:37 pm | In holiday, pippe mentali | 5 Comments

Stavo guardando la pagina con le tariffe e gli orari del Museo Nazionale di Reggio Calabria e a fondo pagina leggo:

Rientrano nelle tariffe anche i cittadini CANADESI, AUSTRALIANI e BRASILIANi

Qualcuno me la spiega?

parto tra due giorni: il delirio

August 5, 2008 on 12:58 pm | In Varie | 9 Comments

Ho installato tom tom sul cellulare. Così a scopo precauzionale.
Tipo che se mi trovo in un punto sperduto dell’entroterra calabrese e le uniche due strade che conosco per uscirne sono bloccate da qualche stronzo che incendia la zona, magari riesco a non girare a vuoto per ore prima di beccare una via d’uscita.

Visionato sito web con attività estive a Reggio Calabria. Che poi alla fine mi ridurrò a fare le cose all’ultimo minuto come sempre :P

Fatto l’elenco dei libri da comprare per la vacanza e da regalare: per me “Diario intimo di una squillo per bene“, incuriosito dal telefilm, e “Non farmi male” di Matteo Grimaldi, incuriosito dall’autore. Poi regalerò “Fermati tanto così” di Matteo B.Bianchi a mia cugina per il compleanno.
Che è oggi.
E lei non legge il blog ovviamente.
Quindi le devo mandare almeno un sms.

Devo trovare il regalo per i nipotini adottivi.
Che non leggono il blog neanche loro.
Anche perché non arrivano a un anno in due.
Quindi se avete suggerimenti parlate.

Iniziato a recuperare qualche telefilm che non si sa mai.
O per lo meno devo finirne un po’.
Così casomai dovesse piovere.

Per la musica suppongo che ci penserà Matteo.
Vero Matteo?
Che tanto il mio ex è un lurker, quindi che glielo chiedo a fare?

Qualcuno ha visto la mia macchina fotografica?
No perché è sparita nell’ultimo spostamento di mobili :O

Comuqnue ho configurato la possibilità di postare via mail così se mi viene da lamentarmi posso farlo anche senza un’ADSL nei paraggi. Quindi vedete di stare davanti a un pc fino a ferragosto che non si sa mai.

Ah sì, devo fare la valigia. Sperando di ricordarmene prima di giovedì pomeriggio.

la maturità

June 19, 2008 on 4:33 pm | In musica, pippe mentali | 11 Comments

Prendo esempio dagli illustrissimi Lord e Psycho e mi lancio anche io nel ricordo degli esami di maturità e dell’ultimo anno di scuola.
In realtà dell’esame (e di quel periodo) ho dimenticato quasi tutto, tranne un paio di cosette.

Ai tempi ero un giovine fanciullo il quel della Calabria che combatteva il caldo asfissiante dividendosi tra giri in scooter per andare a lavoro, aria condizionata del locale in cui dava una mano/studiava tra un cliente e l’altro, e giri in scooter per tornare a casa.

E ogni tanto rapporti pseudo occasionali.
Tipo con la nipotina adorata di un o dei prof della commissione esterna (quello di ragioneria).
Nipotina che ho smollato dopo un po’ causa ometto.
Cose che capitano, penso io. Peccato che il prof della commissione esterna non fosse dello stesso avviso.

La mattina della prova di italiano ricordo che ero particolarmente agitato: dovete sapere che il vostro eroe, negli ultimi tre anni di scuola superiore (l’ITC Galileo Ferraris di Reggio Calabria) aveva un’insegnante di italiano che chiamare stronza è quantomeno un eufemismo.

Voi direte “no dai è una di quelle che faceva la severa per spingerti a studiare di più e che nel futuro lascerà un buon ricordo di se’ !”

No, era semplicemente una stronza! E lo dico a 7 anni di distanza :)
Ok, aveva delle attenuanti. Tipo che le mancava qualcuno vicino con cui trombare e quindi doveva abbattere le sue frustrazioni su di noi.
Secondo questa donna io non ero in grado di formulare pensieri critici o di esprimermi in italiano.
E il primo che dice “leggendo il tuo blog non posso darle torto” lo prendo a schiaffi!

Adesso ne rido, però davvero ai tempi mi facevo dei gran complessi su questa cosa.
Fatto sta che, per quanto mi impegnassi, con lei non riuscivo ad andare oltre il 6 1/2 nei temi e oltre il 6 in storia.
Era palese che ci fosse una grossa componente di antipatia personale nei miei confronti, però comunque mi veniva più facile auto considerarmi un idiota anziché pensare che il problema fosse una mia deficienza.

Vabbè poche pippe.
Arrivo alla prova di italiano con il terrore di fare un tema pessimo e ottenere l’indignazione della professoressa di italiano esterna, unendola al disprezzo di quello di regioneria.
Insomma giocarmi il 50% della commissione dopo il primo giorno non mi pareva molto il caso.
Alla fine ricordo che nel panico generale, tra le varie tracce scelsi il saggio breve sulla musica.

Che valse l’unico 15/15 della commissione.
Cosa che venne ribadita durante la prova orale, alla presenza della stronza che era venuta a sentire appositamente la discussione (dopo avermi fatto penare settimane sul percorso che volevo portare).

Quelle sì che sono soddisfazioni.
Anche perché se non fosse stato per quel 15/15 avrei rischiato di non prendere quel cavolo di 100 (che non mi sono sudato per niente, è vero, ma lo volevo lo stesso!)

E avrei ringraziato per questo la prof interna di informatica.
Donna simpatica.
Quando non aveva i suoi attacchi isterici o ossessivo compulsivi.
O non ti sputava addosso parlando.
O non cercava di convincerti che Internet è frutto del demonio e la rete piena di pedofili e materiale porno. Che poi dirlo a dei 18enni in perenne crisi ormonale non era esattamente un incentivo a smettere di usarlo.

Ricordo ai tempi della scuola un botta e risposta che mi fece capire che da mia nonna paterna ho ereditato essenzialmente la cattiveria:

Lei:”queste sono le foto di mia figlia”
Noi:”oh che bella bambina!”
Lei:”Dicono che somigli tutta al babbo!”
Io:”hanno tirato un sospiro di sollievo i nonni, eh?!”
Lei:”che poi hanno anche lo stesso carattere: quando sono da soli giocano e ridono. Quando mi avvicino allora mordono”
Io:”Chiaramente istinto di sopravvivenza.”

Ricordo poi una volta in cui una compagna mi diede uno schiaffo e mi intimò di non proferire mai più il suo nome.
Ma è un’altra storia!

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