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  • falcon82 11:35 am on 29/10/2012
    Tags: , lavoro, università   

    Quando ero giovane e incosciente ho deciso che, dopo il diploma, il modo più immediato per fuggire a gambe levate da quel di Reggio Calabria fosse di iscrivermi in informatica all’università.

    A Cesena per l’esattezza, dove viveva mia sorella (una scusa per non avere genitori ansiosi in mezzo ai piedi ogni weekend. Maledetti ferrovieri che viaggiano gratis).

    Dai, tutti commettono errori da adolescente!

    Comunque lì dentro ho iniziato a capire gli Informatici Veri! (io non sono un Informatico Vero (d’ora in poi I.V.), sfido chiunque a sostenere il contrario).

    Quasi tutti i professori che ho avuto all’università erano fisici / matematici, che da giovani lavoravano facendo buchi a dei fogli e li archiviavano in un qualche ordine (Ora, dopo anni di archivi di fogli che si ribaltavano, con conseguenti nottate in bianco per essere risistemati, che gente pensate che ne potesse venire fuori?).

    Dovete capire che l’informatica è una scienza recente. Ma tanto recente.
    Talmente recente che la gente che ha scoperto cose che usiamo tutti i giorni e ci semplificano l’esistenza è probabilmente ancora viva (Tipo quello che ha iniziato a sviluppare Linux, in un posto con 6 mesi ininterrotti di buio).
    O morta giovane per abuso di sostanze varie (tipo quello che ha inventato i file .zip)
    O morta giovane per motivi politici (un Alan Turing a caso)
    O arrestata per uxoricidio (Grazie Mattia)
    O ha fondato imperi multimilionari alimentando il proprio delirio di onnipotenza (ed è inutile che vi faccia esempi).

    Ora, gli I.V. seconda generazione, allievi di sti tizi, che propensione possono avere alla socialità con il resto del genere umano, se hanno imparato quello che conoscono da gente come questa?

    Certo, siamo il primo numero di emergenza da chiamare nei vostri cellulari, perché qualcuno deve pur sistemarvelo il computer.
    Siamo quelli che a fine cena sistemano i conti e danno il resto a tutti voi maledetti che prelevate solo pezzi da 50 Euro quando andate in pizzeria.
    Siamo quelli che analizzano i problemi in maniera tanto malata che probabilmente non troveranno mai la soluzione al problema posto, ma intanto risolviamo quelli lasciati in sospeso nei giorni prima.

    Però è vero che lavorando su cose in continua evoluzione siamo un po’ dei pionieri.

    Con i pregi e i difetti del caso.

    L’I.V. pensa che l’utente finale sia stupido (quando non capisce l’uso di un programma).

    L’utente finale (quando non capisce l’uso di un programma) pensa che l’I.V. sia stupido.

    Ovviamente la verità sta nel mezzo. Quel compromesso che nessuno dei due è disposto a ottenere in quanto detentore della verità assoluta (e di un vocabolario sprovvisto di termini utili a spiegare problema/soluzione all’altro).

    E da qui la necessità (ancora non capita purtroppo) degli I.V. di lavorare assieme a gente che informatica non è, se vogliono fare un lavoro migliore.

    Perché diciamolo, mediamente all’I.V. viene insegnato a lavorare da solo e a non accettare bene i feedback di chi non è un I.V. riconosciuto all’interno del proprio branco (che solitamente ottiene l’accesso alla sua stessa mailing list, o alla Gilda di World of Warcraft).

    Quando finalmente accade che gli viene affiancato qualcuno con cui lavorare (che non è stato preventivamente testato e annusato a dovere),  l’I.V. pensa che la gente con cui lavora sia stupida, se non si piega alla sua volontà e metodo di fare le cose.

    Perché nella sua mente gli altri non hanno un metodo e dei motivi per fare le cose in un certo modo, e se ce l’hanno comunque è un problema loro. D’altronde lui è I.V, non può avere meno ragione degli altri, visto che scrive codice e, ehi, fa funzionare il computer!

    Ora, a nome della categoria, vi chiedo di avere pazienza.
    Ricordatevi come sono umanamente ridotti i loro punti di riferimento nella vita, e chiedetevi ancora se vale la pena arrabbiarsi con gli I.V.

    Prendete un respiro profondo, fategli capire che se nessuno vi ha spiegato che cosa sia un browser non è colpa vostra, solamente vi sentivate più portati a studiare Giurisprudenza.

    Oppure andate di spranga sulle gengive, avrete tutte le attenuanti del caso.

    Commenta! L’informatico vero (autocritica sulla categoria)
     
    • Mattia 11:53 am on 29/10/2012 | Reply

      Tra le tipologie direi di aggiunge:
      O arrestata per uxoricidio (http://en.wikipedia.org/wiki/Hans_Reiser)

      • falcon82 11:55 am on 29/10/2012 | Reply

        cazzo è da ieri che cercavo di ricordarmi il suo nome :D

    • Paolo B III 11:56 am on 29/10/2012 | Reply

      C’è un legame piuttosto forte tra informatica ed autismo.. non ho ancora del tutto chiaro se studiare al prima porti alla seconda, o se se persone un po’ autistiche riescano meglio di altri ad esprimersi davanti ad un monitor, fatto sta che moltissimi programmatori sono almeno un po’ “rain-main” (tutti i programmatori che ho conosciuto parlano da soli di tanto in tanto, per esempio )

      • falcon82 1:18 pm on 29/10/2012 | Reply

        Cambiamo lavoro prima che sia troppo tardi!

        • Paolo B III 2:04 pm on 29/10/2012 | Reply

          mmh potremmo mettere su una squadra di contatori di carte a BlackJack..

    • arry 12:01 pm on 29/10/2012 | Reply

      io parlo da solo. ma non sono un programmatore

      • falcon82 3:11 pm on 29/10/2012 | Reply

        sì ma lo sei dentro!

    • Signor Ponza 1:40 pm on 31/10/2012 | Reply

      L’ho sempre detto che ho sbagliato carriera, avrei dovuto fare l’I.V.!

  •  
  • falcon82 12:34 pm on 21/02/2012
    Tags: bagno, , chiavi, , lavoro, portafogli   

    Ogni mattina la solita storia: sto prr uscire per andare a lavoro e non trovo il portafogli e le chiavi di casa.
    Eppure sono sicuro di lasciarli sempre nello stesso posto.

     

    E idem il telefono: appena sveglio scendo dal letto a soppalco con l’iPhone in mano e lo poggio nella mensola del bagno. Ma poi impiego quel quarto d’ora per ritrovarlo, da tutt’altra parte della casa . (Notare che vivo in un monolocale di 47 mq)

     

    A questo punto è chiaro che esiste una mia personalità che si manifesta nel tentativo di non farmi uscire di casa per andare a lavorare.

     

     

    La parte migliore di me, insomma!

    Commenta! La parte migliore di me
     
    • Signor Ponza 3:17 pm on 22/02/2012 | Reply

      Che ritroviamo in tutti noi! Sei lo specchio delle nostre anime.

      • falcon82 1:38 pm on 28/02/2012 | Reply

        siamo tutte ragazze di periferia, altroché!

    • halfblood 7:07 pm on 22/02/2012 | Reply

      Ponza mi ha preceduto! Pensavo di essere l’unico che la mattina prima di uscire di casa deve perdere quel quarto d’ora a cercare portafogli, chiavi di casa e dell’ufficio, iPhone e cell aziendale…. non mi sento più così solo!!!

      • falcon82 1:38 pm on 28/02/2012 | Reply

        Dio Grazie che non ho anche il cell aziendale!

  •  
  • falcon82 1:57 pm on 02/02/2012
    Tags: autobus, badile, , centro, , , francoforte, lavoro, neve, palle di neve, Tdays   

    Nei miei primi 18 anni di vita ho avuto un rapporto molto limitato con la neve. Fino a quel momento l’unica volta che della neve è caduta sulla mia testa è stata una vigilia di capodanno, mentre ero a Francoforte con i miei.

     

    La conseguenza più immediata è stato un volo cancellato e una notte allo Sheraton, spesata. Insomma poteva essere una prima volta molto peggiore.

     

    Poi sono arrivato a Cesena, e lì ho scoperto che la neve può anche bloccare le comunicazioni telematiche col resto del mondo. E ho iniziato a diffidarne.

     

    Quando mi sono trasferito a Bologna ho scoperto che la città dei portici ha anche le pavimentazioni di marmo. Che non è proprio l’idea più furba quando poi viene freddo e si scivola.

     

    E che andare a lavoro è un incubo: le automobili sono inamovibili se non dopo ore di scavi e i mezzi pubblici sono pochi, lenti e strapieni di automobilisti pentiti.

     

    Per fortuna esistono le ferie, e la neve diventa un’ottima scusa per uno staccare dalla routine e riviversi la città in maniera diversa,  viversela e pedonalizzarla per un paio di giorni (altro che Tdays).

     

    In realtà vivendo in una casa con l’ingresso che da sulla strada ho anche imparato che in casa mia manca una cosa fondamentale: un badile con cui liberarmi dal mezzo metro di neve con cui gli spazzini cercano di imprigionarmi dentro.

     

     

    (Ringrazio Prima della pioggia per l’ospitalità  e il muffin mentre scrivevo questo post) cheap Cipro

    Commenta! let it snow let it snow
     
    • Matteo 2:06 pm on 02/02/2012 | Reply

      Io della neve diffidavo, la associavo a brutti ricordi legati a un non-vedersi. Poi l’ho adorata, quando ho capito che stava tentando di salvarmi, impedendo ai legami di incollarsi.

      • falcon82 9:21 am on 03/02/2012 | Reply

        ahahah la neve ti vuol bene

    • rEn 2:12 pm on 02/02/2012 | Reply

      Guarda a Roma se è possibile è molto peggio, proprio perchè ha iniziato a nevicarci solo da qualche anno, ma è una città completamente non attrezzata. Nonostante questo quando succede (di solito poca e per poco tempo) è sempre una magia: riscoprire posti che conosci da una vita con una spolverata di bianco sopra diventa tutto magico e un’ottima occasione per prendere la macchina fotografica e cimentarsi :)

      • falcon82 9:19 am on 03/02/2012 | Reply

        vero, fa sempre il suo porco effetto c’è poco da fare :D

    • Federico 4:36 pm on 02/02/2012 | Reply

      Potrebbe andare peggio. Potrebbe piov…cioè, nevicare chimicamente.

      • falcon82 9:17 am on 03/02/2012 | Reply

        Mi sa che in montagna si attrezzeranno presto in tal senso :D

    • Signor Ponza 6:19 pm on 03/02/2012 | Reply

      Anch’io nel corso degli anni ho visto evolvere il mio rapporto con la neve. Nel mio caso sono passato dall’estremo dell’amore all’altro estremo dell’odio.

  •  
  • falcon82 1:14 pm on 31/12/2011
    Tags: , , , convivenza, indipendenza, lavoro, , prima della prioggia, ren books, sogni   

    E a poche ore dalla fine del 2011 un ringraziamento speciale a chi mi ha accompagnato nei grandi step della vita quest’anno. In particolare la mia padrona di casa, che mi ha permesso di vivere in un appartamento tutto per me!

     

    Ringraziamento che voglio condividere con le persone che ho osservato più o meno a distanza, e sono riuscite in quest’ultimo anno ad avvicinarsi alla famiglia, ad iniziare una convivenza, ad interromperne altre per il proprio bene, ad apprezzare l’importanza di star bene da soli, a dare nuove chance al posto in cui vivono, a mandare tutto a quel paese e cambiare città e vita, a dare nuova chance all’università, a non star fermi!

     

    C’è addirittura chi ha aperto un ristorante  (Prima della pioggia , consigliatissimo) e una casa editrice a tema LGBT (Ren Books) a Bologna.

     

    Insomma, auguri a tutti quelli che hanno combinato qualcosa di buono per se stessi nel 2011, e in bocca al lupo a chi lo farà nel 2012!

    Commenta! Per chiudere in bellezza
     
  •  
  • falcon82 12:43 pm on 24/11/2011
    Tags: calcolo, , lavoro, orario   

    Fino al 30 Giugno scorso:
    -Capo: “Andrea, ci sarebbe da fare questa cosa. Oggi puoi fermarti di più, perché la consegna è entro domani?”
    -Io: “ok, non c’è problema faccio gli straordinari visto che me li pagano o metto in monte ore e un altro giorno esco prima”

     

    Dal primo Luglio, (col nuovo contratto imposto):
    -Capo: “Andrea, ci sarebbe da fare questa cosa. Oggi puoi fermarti di più, perché la consegna è entro domani?”
    -Io: “Guarda, questa settimana il tuo capo provvisorio (che manco sa chi io sia) ha autorizzato solo un’ora di straordinario in più, nonostante tu gli abbia detto che non sarebbe stato sufficiente.

    Ora, ho accumulato già 113 minuti dall’inizio della settimana.

    Il massimo che posso concederti è fino alle 17.10, così da arrivare a 133 minuti, e al limite uscire domani dopo 6 ore di lavoro tonde, senza vedermi addebbitata un’ingiusta pausa pranzo di mezz’ora, che comuqnue non sfrutto mai completamente, e senza rischiare di perdere i minuti in più che faccio, o doverli per forza recuperare nelle settimane successive (al massimo entro la fine del prossimo mese), rimandando però ulteriormante le cose che dovrò fare, e pigliando di fatto meno soldi perché l’ora in più materialmente non posso farla dovendo per forza lavorare di meno.

    Questo calcolo mi è comunque costato 10 minuti di tempo che fatturerò nel time report aziendale sotto la voce “altre attività”.
    Ora però vado a prendere un caffè, che sta giornata mi ha già spossato.

    Commenta! il mio lavoro…
     
    • byb 11:05 pm on 24/11/2011 | Reply

      kill them all!

      ;)

    • DANX 2:10 pm on 29/11/2011 | Reply

      John Zerzan è chiaro sui numeri..informati e poi come dice giustamente BYB, Kill’em all!

  •  
  • falcon82 4:23 pm on 31/01/2011
    Tags: , call center, chiacchiere, commessa, lavoro, Nicole Minetti, , treno, turni, vcchina   

    Signora che sei in treno accanto a me e sfrangi le palle ai tuoi vicini di scompartimento:
    Sono felice che tua nipote abbia trovato un lavoro in un call center dopo mesi di disoccupazione.
    Sono meno felice che tu interropa la mia partita ad angry birds per parlarmene. Per 10 minuti di seguito.

    Non perché io voglia essere cattivo, cara signora.
    Però se mi dici che la disoccupazione di tua nipote è dovuta al fatto che si è licenziata da un lavoro come commessa in cui era previsto il turno al sabato una volta al mese per mille euro, che cosa vuoi che ti replichi?

    Cara signora, capisci che sono pieno di amici che si fanno il culo tutti i giorni per guadagnare qualche Euro e che se li farebbero pure tutti i sabati in negozio in cambio di una paga!

    Quindi, gentile e socievole vecchina, non te la prendere se faccio presente che al 90% tua nipote tornerà a fare il parassita sociale entro 90 giorni.

    E se mi replichi che lavorare per 3 mesi è meglio che battere ad Arcore sono d’accordo.

    Però, cara signora, Ruby non ha ridefinito uno standard.

    Se tua nipote pensa che nella propria vita le alternative siano fare il lavoro dei propri sogni (cioè la velina, ad occhio) oppure darla via, e tu le dai ragione piuttosto che prenderla a sberle a due a due finché non diventano dispari quando si è licenziata la prima volta, forse è il caso che ce l’accompagni tu stessa a farsi sbiancare i denti dalla Nicole Minetti.

    Assieme a tutti queli famigliari delle ragazze intercettate, che adesso capisco molto di più!

    E non guardarmi come se fossi un mostro, cara vecchina, perché l’amica con cui stavi parlando, prima di includermi nei fatti tuoi, mi sta dando pure ragione.

    Da domani si cambia treno!

    Commenta! Amabili chiacchiere in treno (Ossia farsi odiare dalle vecchine)
     
    • Cri 7:41 pm on 31/01/2011 | Reply

      essì.. è proprio lunedi oggi! ;D

    • MrZebra 12:22 am on 01/02/2011 | Reply

      “Però, cara signora, Ruby non ha ridefinito uno standard.”

      dipende dai punti di vista (purtroppo).

      • falcon82 12:42 am on 01/02/2011 | Reply

        @zebra insomma lasciami sperare su! :)

    • Giancarlo 12:27 am on 01/02/2011 | Reply

      La cosa più tragica è che queste signore spesso criticano in modo veemente le porcate che queste mignotte compiono nelle ville dei potenti, in modo tranquillo e disinvolto, ma poi se fosse una loro figlia o nipote a comportarsi così, le difenderebbero pure! Come quelli che vanno in prigione ed i genitori, ai microfoni dei giornalisti, tuonano orgogliosi: “ma no, SONO DEI BRAVI RAGAZZI!”

      Mi scuso per l’intrusione, spero di non essere sgradito.

      Giancarlo

      • falcon82 12:41 am on 01/02/2011 | Reply

        Intrusione di cosa :) anzi benvenuto! I visitatori di passaggio fanno sempre piacerissimo!

    • Cristina 12:21 am on 03/02/2011 | Reply

      Ciao!

      stavo cercando l’immagine di un’aspirina ed è uscito il tuo blog! :D

      Con questo post potresti diventare il mio mito! :D

      Hai fatto veramente bene, e non escludo che prima o poi reagirò anch’io così, visto il molto tempo che passo sui mezzi pubblici sentendone di tutti i colori e da tutte le fasce di età!

      : )

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