New York City Boy: il resoconto

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A New York ho deciso di dar retta ai consigli di Matteo B Bianchi e altra gente più o meno famosa e mi sono lanciato alla ricerca di un alloggio tramite il sito Airbnb.com. La vicina della tipa da cui ho affittato la stanza mi ha augurato 5 volte ‘good luck’, e ancora non ci ero entrato in quella casa.
La tipa che ha accettato di condividere la casa per 47 euro a notte è Val, un’artistoide ungherese che studia antropologia umana e avverte le vibrazioni delle persone. La casa è a Chinatown. Nella parte di dietro di un edificio. Che nasconde una porta, che ne nasconde un’altra, che nasconde l’ingresso di un altro edificio. Il posto perfetto se fossi un immigrato illegale. Il passo successivo è stato discutere con la mia locatrice su come fare ad arrotondare gli angoli tra muri e soffitto, mentre mi illustrava feti di maiale e catene attaccate alla camera.

Per sentirmi allineato alla città  ho smesso anche io di dormire.

Cose che mi sento di smentire di New York:
1 ‘“ Chinatown non puzza di fritto ma di pesce fresco. Cosa che non schifo, arrivando da una città  di mare. E ha inglobato Little Italy fino a farla sparire. Cosa che non fa schifo, arrivando da Big Italy.
2 ‘“ I ragazzi fighi lo sono sul serio! Potere della palestra? Della convinzione? Della mia astinenza? In ogni caso vedere tutta quella marea di ragazzi con bei fisici fa pensare che forse andare in palestra per rimettermi in sesto non sia così infattibile. Poi penso che in palestra devo andarci io e non loro, e la prospettiva cambia decisamente!
3 ‘“ Nelle zone in cui sono stato io, anche di notte, si percepisce una grande atmosfera di sicurezza e di empatia da parte delle persone! A volte in maniera esagerata. Gli americani chiedono scusa ad ogni evenienza! Anche quando ti urtano. SEMPRE! Anche quando sei da Scwartz assieme a tutti i genitori di Manhattan e i loro figli irrequieti sono attratti dalla voglia di lanciarsi contro di te. Ho seriamente rischiato di compiere una strage famigliare al centesimo ‘Sorry’ in 10 minuti nel tentativo di uscire da quel luogo infernale.

L’era dell’ottimismo di Obama è finito. E la cosa si vede nella vita di tutti i giorni: Nessuno si siede sull’ultima poltrona libera di starbucks perché nessuno crede che un altro essere umano arrivato in quella caffetteria prima di lui possa aver davvero rinunciato a quel posto! Io, da turista ringrazio!

Se amo Bologna è perché è una città  di contrasti che convivono assieme. New York lo è ancora di più. Ogni stile di vita si esprime appieno in una precisa zona della città . L’unico momento in cui vedi tutti i cittadini uniti nel fare la stessa cosa è il tentativo di attirare l’attenzione del commesso dell’Apple Store per pagare qualcosa o farsi dare un consiglio. L’ iRacket è la vera democrazia sociale a Manhattan.

Quando dico a un cittadino di Manhattan che il prossimo luogo di soggiorno è San Francisco, tutti mi guardano con sguardo estasiato e dicono di invidiarmi molto e che è la città  più bella del creato. Aumentando esponenzialmente le mie aspettative sulla seconda parte del mio soggiorno amercano.

Comunque il mio posto preferito a New York è la casa del Noodle a Brooklyn. L’ho detto!

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