le cose importanti

Capisci quanto le cose sono importanti solo quando non le hai più.
Tipo a Berlino, che mi avrebbe fatto comodo il bidet, o l’UMTS.

 

Di contro capisci anche che ci sono cose a cui sei legato solo affettivamente, ma a che una volta andate non le rimpiangi particolarmente.
Ecco in questa categoria rientra la mia SIM Vodafone.

 

Il mio numero Vodafone mi accompagna dal lontano 1997 (credo), quando ancora in piena adolescenza ho lavorato e raccolto le mie lire per comprarmi il primo GSM (il vecchio siemens c25) e la mia scheda Omnitel.

Per intenderci: il mio piano ricaricabile era sponsorizzato dal sedere della Marcuzzi, quando ancora Megan Gale non scalava palazzi.

 

Insomma la mia scheda è andata persa ormai un mesetto fa assieme a un odioso nokia X3-02 di cui sconsiglio caldamente l’acquisto. Sarei anche tentato di bloccarlo quel telefono, ma farei solo un favore a chi lo possiede adesso.

 

E io un po ‘mi sono sempre identificato in quel numero, che rappresentava il mio primo vero acquisto importante, il primo momento di (finta) indipendenza economica. Un modo per comunicare con me senza passare attraverso il controllo di nessuno.

 

Anche se l’iPhone ha dentro una scheda della 3 ho sempre avuto un posto speciale per quel numero (ex)omnitel.
Ci mandavo gli sms da scuola con i compagni, i primi contatti di lavoro, la You& Me col mio ex.

 

Però all’atto pratico, un mese dopo averlo perso, mi rendo conto che il gran vantaggio  che credevo di avere con quel numero non esiste. Si tratta di puro legame affettivo.

 

Un po’ perché tanti miei contatti stanno abbandonando un po’ alla volta la Vodafone, un po’ perché ormai comunico spesso con whatsapp, email, skype ecc piuttosto che telefonando.

 

Decisamente le mie abitudini telefoniche sono cambiate con l’avvento degli smartphone

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