Immature

A volte mi chiedo perchè mi trovo qui adesso.
E non mi riferisco al fatto che sono qui a lavoro a rubare uno stipendio e a sbafare una delle connessioni Internet sicure più veloci d’Europa, o meglio non solo.
Mi chiedo quanto ci sia di sbagliato nelle mie scelte. E queste riflessioni masochiste so che sono sbagliate ma non posso fare a meno di chiedermi cosa farei se tante cose nella mia vita fossero andate diversamente…
…una famiglia più unita magari mi avrebbe dato maggiore sicurezza negli altri…
…delle amicizie più normali durante l’adolescenza magari mi avrebbero spinto a fare qualcosa per migliorarmi e non compiere scelte stupide che ancora in parte pago…
…delle scelte di studi diverse magari mi avrebbero portato in altri luoghi e verso altri lavori più soddisfacenti…

Troppi “magari” in questi pensieri…e non va bene. Se sono qui dove sono è in parte per motivi contingenti e in parte per mia scelta. Preoccuparmi meno di non deludere gli altri a volte paga di più che rinunciare a una parte di me stesso che oramai è troppo lontana per essere ripresa.
mi sento un po’ “Buffy tornata dal Paradiso”…vedo le vite di tutti queli che amo scorrere, consapevole che il loro futuro sarà  sicuramente migliore di quello che avrò io.
Ma attenzione, non lo dico con invidia. Sapere che chi è accanto a me è felice non mi fa desiderare altro che esserlo anche io.
Come si fa a essere felici???
Non voglio emulare il post della Ninessa che ho commentato poco fa, ma nonostante SO di avere accanto a me dei veri amici (e un gran numero di ipocriti che consumano il mio ossigeno, ma temo che amici e ipocriti vengano di pari passo) non mi basta.
Quel qualcosa in più di sicuro include un’altra persona accanto a me. Ma come dev’essere questa persona??
Dobbiamo avere interessi in comune? interessarci alle stesse cose ma non troppo altrimenti ci si annoia??
Deve essere diversa da me? così abbiamo sempre di che confrontarci?? Ma magari non troppo diversa altrimenti non abbiamo di che parlare.
Un paletto lo metto di sicuro però: deve andare d’accordo con i miei amici. E su questo punto non transigo.

Ieri finalmente ho conosciuto il ragazzo di Totò. Purtroppo la stanchezza la faceva da padrone e non ero particolarmente di compagnia…spero che rimanga un po’ a Bologna per recuperare.
Una cosa però ho visto con estrema chiarezza nonostante il sonno: gli occhi di Totò 🙂 e luminosi come ieri non li ho mai visti 🙂

Non ho potuto fare a meno di chiedermi quando è stata l’ultima volta che io ho trasmesso a qualcun altro questa sensazione. E mi sono risposto.
Poi mi sono chiesto quando è stata l’ultima volta in cui ho trasmesso questa sensazione senza che fosse proprio quello lo scopo…cioè quando è stata l’ultima volta in cui ero realmente felice e appagato per me stesso e non ho avuto bisogno di dimostrarlo forzatamente. E ancora aspetto di rispondermi.
E’ strana la vita (beh almeno la mia)…così facile essere conento e combattere per (e con) gli altri e così difficile farlo per me stesso.

P.s: il titolo del post è quello di una canzone di Bjork che sto ascoltando adesso 😉

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