Falcon on tour – Il Belgio

Era da un po’ che avevo voglia di prendere un aereo per andare in un posto vero (a.k.a. un posto a caso che non fosse casa dei miei in Calabria).
Complici ferie arretrate e Drungli che segnalava biglietti aerei a 20€, ho deciso che era il momento di visitare il Belgio.

Devo dire che la scelta è stata assolutamente azzeccata.

Anzitutto, nonostante premesse catastrofiche da parte di chi ci vive, ho trovato praticamente sempre bel tempo.

Compagni di avventura Luca (per i primi giorni), una guida Lonelyplanet neanche troppo aggiornata (e sarebbe ora di rimediare) arrivata tre giorni prima della partenza, e 400MB di Internet su cellulare.

Partenza il 27 Settembre da Bologna a Charleroi. Volo pieno ma non pienissimo e arrivo tranquillo.

Per chi decide di atterrare a Charleroi e andare a Bruxelles consiglio di prendere i biglietti per il pullman in anticipo, per provare a pagarli un po’ meno.
Io l’ho fatto arrivato in aeroporto, pagando 14€ anziché 17, ma ho visto gente che prenotando un po’ prima ha pagato anche 5€.

Un’ora di autobus dopo, arrivati a Bruxelles Midi (una delle stazioni della città ) abbiamo optato per camminare fino all’Hotel passando per il quartiere di Marolles.

Interessante l’ascensore gratuito che collega il quartiere col palazzo di giustizia: arrivati in alto si gode una bella vista dei tetti della città .

La cosa interessante che mi era sfuggita quando ho prenotato l’hotel Le Berger, è che la struttura tempo fa ospitava una casa chiusa, e i gestori hanno cercato di mantenere lo spirito del luogo con atmosfere e camere che richiamavano i “tempi d’oro”. Noi avevamo la stanza 405 dedicata a tal Camille.

Non mi dilungo troppo sul cosa vedere, le guide sono piene di indicazioni su piazze, monumenti, musei e quant’altro.
Io mi sono molto goduto l’atmosfera di una città  tranquilla e giovane, la diversità  che si respira attraversando ogni quartiere (basta vedere quanto sono distanti tra loro la zona dell’ex porto e la zona UE), sia di giorno che di notte, e la neo bolognese Perrine che festeggiava il suo arrivederci al Belgio per venire in Italia.

Ora, dei belgi c’è da dire che sono persone pazienti ed educate. Fin troppo. Da piccolo mi dicevano sempre che nei Paesi del nord gli automobilisti si fermano metri prima delle strisce pedonali per farti passare. Ecco, per la prima volta ho visto gente che lo faceva davvero, sistematicamente.
Altro episodio che mi ha colpito abbastanza è stata l’ora abbondante di fila per le patatine di Maison Antoine, che pare essere IL LUOGO per le patatine fritte (detto da chi vive a Bruxelles. Chi arriva da fuori ha tutt’altra opinione). Non una lamentela, neanche da parte dei bambini.
Personalmente ho avuto la conferma, dopo anni di vita in Emilia Romagna, che lo strutto rende tutto più buono anche all’estero.
Insomma, dopo due giorni di passeggiate, birre e statue di gente che fa la pipì, è il momento di cambiare città  e prendere un trenino per Gent.

Ad accoglierci Anthony, un videomaker di Gent, che ci ha affittato una camera via Airbnb nella casa che condivide col compagno Thibault.

Camera stupenda, tra parentesi. Condivide l’entrata con un ristorante cinese, cosa che mi ricordava molto il mio viaggio a New York.

La città  è decisamente più piccola di Bruxelles, e il centro merita di essere visitato sia di giorno che la sera, perché è illuminato magistralmente!
Consiglio giri per i viali e la visita al Castello! Alla larga invece dai Cuberdon, i così detti nasi di Gent: alto rischio di glicemia al primo morso di questi dolciumi tipici.
A farci compagnia nel pomeriggio un paio di birre e Aurelien, vecchia consocenza bolognese,e dei pianoforti lasciati in giro per la città  a disposizione della gente.

Il giorno dopo è il momento dei saluti. Luca torna a Bologna (dopo un piccolo spettacolo musicale in stazione con un altro dei pianoforti) e io mi dirigo a Bruges.

Ora, su questa città  la gente pare si divida in due squadre: chi la adora e chi la ritiene una Disneyland turistica.
Personalmente l’ho trovata un piccolo gioiellino costruito.Merita sicuramente una visita per vedere edifici e piazze bellissime, ma non mi veniva voglia di perderci troppo tempo. Sicuramente la vista dalla torre del campanile di Belfort vale i 366 gradini che servono a scalarla.

Decido quindi di provare a fare un salto a Ostenda. Praticamente come essere a Rimini a fine ottobre, soprattutto vista la composizione dei turisti che alloggiavano negli hotel sulla spiaggia.

La serata prende una piega decisamente migliore tornato a Gent, dove sempre via AirBnb ho affittato il letto della camera di Matthias. Bellissima casa, simpatico (e molto carino) lui, buone le 5 birre che mi ha offerto. Ore di chiacchiere piacevoli che mi hanno fatto un po’ pentire di dover lasciare quella città  e quell’atmosfera.

Ma il giorno dopo mi aspettava l’ultima tappa: Anversa.
Che ho ribattezzato Anversa la sobria, a partire dall’enorme stazione e dalla zona dei negozi di diamanti che la circonda.

Città  bellissima con una vita gay molto attiva (nell’ufficio informazioni chiedete la mappa con le attività  lgbt), musei interessanti, il grattacielo più vecchio d’Europa (dicono), strade che trasudano art decò, piazze bellissime, monumenti e castelli…c’è da perdersi camminando e visitando attrazioni per una giornata intera.

Come al solito i viaggi meno preparati si sono dimostrati essere tra i più interessanti.
In attesa del prossimo vi consiglio di valutare l’idea di investire qualche giorno per visitare il Belgio.

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  • http://ugualiamori.wordpress.com Paolo

    Grazie per Drungli, non conoscevo e mi pare molto utile!

  • http://signorponza.com Signor Ponza

    Io purtroppo ho visitato (e molti anni fa) solo Bruges e devo dire che ho un ricordo molto piacevole. Userò i tuoi consigli per tornare al più presto e fare una visita più approfondita 🙂