Curriculum to be: attitudini personali

Personalmente prendere il Curriculum in mano e modificarlo è una cosa che mi mette un certo carico d’ansia.

Da una parte tutti i microlavori fatti durante questi 30 anni è meglio non inserirli (anche se “commesso serale al sexy shop” non ho mai capito se sia un punto di forza o meno). Dall’altra parte quando rileggo il curriculum mi chiedo col senno di poi che mi fossi fumato quando ho preso certe decisioni sulla mia formazione!

 

Fosse per me il mio curriculum lo ridurrei tutto alla parte delle attitudini personali, che dipendono più dai posti in cui ho vissuto e dalla gente che ho incontrato, che dalla mia formazione scolastica.

 

Ho pensato ad una top five, in ordine sparso, per le tre città  in cui ho vissuto più a lungo:

 

Cose imparate in 18 anni a Reggio Calabria (1982-2001)

  • Una certa prontezza di riflessi quando la gente attorno a me guida male (che suona meglio di “patente B”, diciamolo)
  • Nelle discussioni bisogna capire quando arrendersi, ma anche quando l’altra parte è sull’orlo dello sfinimento e dare l’ultima stoccata. Grazie nonna stronza.
  • Grazie al doppio lavoro di mio padre, trapano, inchiodo, taglio, stucco, tinteggio, cambio tubi, sistemo impianti elettrici, bevo peroni e so cos’è il panino del muratore per esperienza personale.
  • L’uso del pensiero laterale quando la gente ti pone davanti problemi che evidentemente sono posti per non avere risposta
  • So dare l’idea alla gente che sto attento anche dopo mezz’ora di monologhi

 

Cose imparate a Cesena (2001-2005)

  • So scrivere abbastanza bene e in maniera non noiosa, nonostante la gente mi abbia sempre fatto pensare il contrario prima.
  • Non sono fatto per vivere in posti piccoli
  • Bisogna avere sempre un aneddoto divertente da tirare fuori al momento buono, quando le conversazioni languono
  • L’autoironia come metodo di accettazione sociale
  • Ho fatto lavori più disparati per tenermi impegnato, e ho visto che sono fortemente adattabile!

 

Cose imparte a Bologna (2005-oggi)

  • Se vuoi qualcosa la chiedi, e ti assicuri che la gente a cui la chiedi abbia effettivamente capito
  • So semplificare le situazioni ponendomi domande apparentemente fuori contesto, ma funziona, e mi districo nel trovare risposte
  • So farmi volere bene, che è un buon punto di partenza quando sono in mezzo a persone con opinioni spesso differenti tra loro
  • Metto dei paletti quando fanno richieste impossibili, ma accetto le sfide quando sono solo complicate ma realizzabili
  • Assumo il controllo quando le situazioni sono organizzativamente incasinate.
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  • http://www.signorponza.com Signor Ponza

    Io quando metto mano al CV ho sempre un’ansia da prestazione che non te la spiego. Oltre alla sensazione di non aver mai fatto abbastanza e di non valere nulla in confronto ad altri. Detto questo, bellissima idea quello del curriculum delle attitudini personali 🙂

  • http://www.matteogrimaldi.com MatteoG

    Hai ragione. Quello che conta è crescere; avere la sensazione di averlo fatto attraverso le esperienze.
    Secondo me la tua abilità migliore, fra quelle che hai elencato, è l’ascolto. O meglio, l’apparenza dell’ascolto dopo mezz’ora di monologo. 🙂

    Quando ti leggo e mentre ti leggo ho sempre quel sorriso ebete fisso sulla faccia. 🙂