Considerazioni sull’allergia

Il mio sistema immunitario ultimamente ritiene che due pollini di margherita a contatto con il mio corpo debbano essere respinti come se si trattasse di una fiala di Ebola.

Che io in realtà  non so bene a cosa sono allergico. E non è che mi importi troppo di saperlo. Per lo meno per quanto riguarda il campo naturalistico.

Sapere che mi gratto vicino al “Populus maximowiczii” o mi si abbassa la vista accanto alla “Weltwitschia mirabilis” implicherebbe:

1 – imparare come si scrivono senza cercare su wikipedia nomi a caso per dare un senso al mio sproloquio
2 – imparare a dirlo (che in effetti potrebbe essere la parte più difficile)
3 – Imparare in quali ambienti crescono
4 – cercare quegli ambienti nei miei percorsi quotidiani per la città  e provincia
5 – comprare una tanica di benzina
6 – Studiare la direzione del vento per evitare danni collaterali
7 – dar fuoco ai posti del punto 4

Insomma, a volte la conoscenza non porta alla pace 🙂

Secondo alcuni studi che ho letto in giro, se quest’anno gli allergici sono in aumento è a causa dei troppi antibiotici presi questo inverno, che hanno titillato il nostro sistema immunitario.

Comunque voglio essere ottimista: cerchiamo tutti assieme di stilare un elenco di cose positive derivanti dall’aumento di persone allergiche.

– Se vuoi attaccare bottone con qualcuno puoi ragionevolmente chiedergli un fazzoletto, anziché l’ora 🙂
– Durante le pause caffè non si parla di lavoro ma di antistaminici.

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