Berlin for dummies – #1 (e ultimo episodio)

Insomma, che dire di Berlino?
Mi sono dato tutto ieri per mettere in ordine le idee. Ovviamente avevo del lavoro da sbrigare e poi subito dopo una laurea, quindi ho avuto poco tempo per pensarci davvero.

[momento serio ON]

Mi viene da pensarla come una grande nube che cerca di assumere una forma. Il che è molto interessante, perhcé la gente cerca davvero di trovare un proprio spazio all’interno di questo grande mutamento.
Metà  di questa città  negli ultimi 85 anni è stata praticamente rasa al suolo da guerre mondiali e civili.
i simboli del comunismo di Berlino est sonos tati demoliti, salvo ripensarci e alcuni vengono nuovamente tirati su, più che altro a scopo turistico.
Il muro è caduto da 20 anni. Che sembrano tanti, ma i 20enni di allora sono i 40enni di adesso. Gente che ha un ruolo attivo (e in certi casi di potere) nella società , cresciuta in uno stato che ne limitava i diritti ma garantiva loro un lavoro. E senza molte possibilità  di sapere cosa c’era al di là  del loro modo di vivere.
Finché non è arrivato Gorbaciov che ha smontato i capisaldi del loro mondo e ha permesso loro di poter abbattere il muro fisico che li divideva dall’occidente.
Berlino è una città  fondamentalmente povera e la municipalità  è in rosso da anni. Nonostante questo si continua a costruire e si opunta molto (troppo?) sui turisti.
“Povera ma sexy” è il motto del sindaco.

[momento serio OFF]

Appena arrivato in eroporto ho incontrato Jesus, un ragazzo spagnolo che vive a Berlino e si è introdotto con un simpatico: “Italian? Mafia!”, salvo poi salvarsi dicendo di essere un fan dei Soprano.
Ovviamente poi io gli ho chiesto come va con l’ETA e si è un attimo risentito 🙂

La prima cosa che ho notato a Berlino è che non esistono avvisi di potenziali scippi, furti o molestie sui mezzi. E le vecchine girano tranquillamente senza borsette attaccate aderentemente al loro corpo.

La seconda cosa è che i berlinesi sono molto socievoli.
Al punto che un tizio semiubriaco mi si avvicina implorandogli di VENDERGLI della cocaina, mentre mi aggiravo in tarda serata alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Sotto suggerimento dello spagnolo di cui sopra ho provveduto a fare un giro per la città  seguendo un free tour di 4 ore a piedi.
Tour che consiglio a tutti, perché la mia guida è stata molto in gamba e simpatica.
E grazie a quel lavoro aveva anche un notevole sedere.

Tra parentesi, per vedere qualche foto andate qui.

Avrei apprezzato anche di più il Pergamon, non fosse che era pieno di scolaresche di romani truzzi.

La seconda sera la passo principalmente in un bar dove attacco bottone con degli spagnoli decisamente fighi e la finisco a farmi spiegare da alcuni berlinesi ubriachi che il trash tedesco è costituito in buona parte da canzoni di Nilla Pizzi e Albano e Romina tradotte.

Noto con piacere che se chiedo un vodka lemon qui lo sanno fare, a differenza di Barcelona 😀

Il giorno dopo l’ho dedicato alla nullafacenza e al cazzeggio assoluto, unito a del sano shopping e alla consapevolezza che più che il lubrificante, avrei dovuto imparare come si chiede “ce l’avete in verde?”.
Però torno a casa con maglietta e jeans nuovi 🙂

La sera finisco per uscire con un gruppo di ragazzi italiani, spagnoli e sudamericani che mi portano in un locale che ho amato dal primo istante. Un barettino piccolo ma davvero kitch: il Roses.
Roses Bar

Quella sera ho potuto sperimentare la mia attitudine di parlare 3 lingue diverse nell’arco della stessa chiacchierata 🙂

Da lì siamo andati ad una festa arabo-pop dove ho anche incontrato qualche amico e ho bloccato una lesbica in vena di botte con il barista carino.

Insomma decisamente un weekend intenso ma ne è valsa la pena 🙂

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