Addicted to love

Solitamente sento mille lamentele riguardo San Valentino. Che è una festa inutile, nata solo per arricchire i cioccolatai ecc.
Che fondamentalmente diciamolo, è vero.

Però: (si può usare così “però”?? )
– Io trascorro 9 ore della mia giornata per cose attinenti il lavoro (tra spostamenti e dsedentarietà ).
– Ho una (miserrima) vita sociale da portare avanti fatta di famiglia, amici, gestione domestica e quant’altro.
– Ho degli hobby che mi piace curare, altrimenti rischio di diventare ancora più noioso di adesso.
– Ogni tanto ho anche voglia di conoscere cose nuove. Il che normalmente mi porta via del tempo.
– Ho tutta una serie di casini che non vi sto a raccontare e che mi investono regolarmente nei momenti più inopportuni (tipo questo appunto)
– A volte dormo. Poco e male ma dormo.

Tutto questo quando sono single (tipo ora, per intenderci. A meno che a qualche lettore non venga voglia di provare a farmi cambiare status).
Quando sto con qualcuno tutte le cose di cui sopra vengono sacrificate e condivise volentieri, perché quando io sono innamorato mi sbatto un sacco perché si stia bene in due.

Questo è tutto bello però io sono fondamentalmente uno stronzo con una mentalità  del cavolo e alla fine per far quadrare tutto rischio sempre di sacrificare una cosa importante nella relazione: il romanticismo.

Ed è subito rituale: la chiamata al mattino, l’sms della pausa caffè, la mail con i link delle cavolate che mi passano in rete, i momenti in cui ci si vede, le cose da fare assieme.
Che di base è importante la qualità  del rapporto, e se si sta bene il sabato sera abbracciati davanti alla tv non c’è niente di male. A meno che non si stia abbracciati a guardare C’è Posta per te (è ancora al sabato?? ) ma andiamo off-topic.

Ora, questa mentalità  un po’ classificativa (nel senso di associare una serie di rituali a determinate condizioni e a una persona. Esistono termini migliori immagino) è una cosa che abbiamo un po’ tutti. O almeno molte delle coppie che mi stanno attorno.
Spesso si tratta di rituali dovuti a cause di forza maggiore. Ma a volte è solo un arenarsi nelle abitudini. E poi ci si accorge di queste cose e ci si dice di voler cambiare e variare.
Ma, onestamente, quante volte lo si fa? E quante volte questi rinnovamenti finiscono con l’essere solo nuove abitudini un mese dopo averli introdotti?.

San Valentino secondo me ci costringe ad essere fantasiosi, e in qualche modo diventa un’ancora di salvezza alla noia dei rapporti.

Credo che certe festività  sono un po’ dei punti fermi nella routine dei rapporti sociali. Per poter poi dare una svolta improvvisa e una botta di vita all’appiattimento delle abitudini.

E se siete contro il consumismo di questa festa ancora meglio: vorrà  dire che vi impegnerete ancora di più per fare una sorpresa gradita e non onerosa al partner.

Ok la pianto 😀

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