Berlin for dummies – #1 (e ultimo episodio)


March 31, 2009 on 12:45 pm | In Varie, holiday, trasferta, weekend | 12 Comments

Insomma, che dire di Berlino?
Mi sono dato tutto ieri per mettere in ordine le idee. Ovviamente avevo del lavoro da sbrigare e poi subito dopo una laurea, quindi ho avuto poco tempo per pensarci davvero.

[momento serio ON]

Mi viene da pensarla come una grande nube che cerca di assumere una forma. Il che è molto interessante, perhcé la gente cerca davvero di trovare un proprio spazio all’interno di questo grande mutamento.
Metà di questa città negli ultimi 85 anni è stata praticamente rasa al suolo da guerre mondiali e civili.
i simboli del comunismo di Berlino est sonos tati demoliti, salvo ripensarci e alcuni vengono nuovamente tirati su, più che altro a scopo turistico.
Il muro è caduto da 20 anni. Che sembrano tanti, ma i 20enni di allora sono i 40enni di adesso. Gente che ha un ruolo attivo (e in certi casi di potere) nella società, cresciuta in uno stato che ne limitava i diritti ma garantiva loro un lavoro. E senza molte possibilità di sapere cosa c’era al di là del loro modo di vivere.
Finché non è arrivato Gorbaciov che ha smontato i capisaldi del loro mondo e ha permesso loro di poter abbattere il muro fisico che li divideva dall’occidente.
Berlino è una città fondamentalmente povera e la municipalità è in rosso da anni. Nonostante questo si continua a costruire e si opunta molto (troppo?) sui turisti.
“Povera ma sexy” è il motto del sindaco.

[momento serio OFF]

Appena arrivato in eroporto ho incontrato Jesus, un ragazzo spagnolo che vive a Berlino e si è introdotto con un simpatico: “Italian? Mafia!”, salvo poi salvarsi dicendo di essere un fan dei Soprano.
Ovviamente poi io gli ho chiesto come va con l’ETA e si è un attimo risentito :)

La prima cosa che ho notato a Berlino è che non esistono avvisi di potenziali scippi, furti o molestie sui mezzi. E le vecchine girano tranquillamente senza borsette attaccate aderentemente al loro corpo.

La seconda cosa è che i berlinesi sono molto socievoli.
Al punto che un tizio semiubriaco mi si avvicina implorandogli di VENDERGLI della cocaina, mentre mi aggiravo in tarda serata alla ricerca di qualcosa da mangiare.

Sotto suggerimento dello spagnolo di cui sopra ho provveduto a fare un giro per la città seguendo un free tour di 4 ore a piedi.
Tour che consiglio a tutti, perché la mia guida è stata molto in gamba e simpatica.
E grazie a quel lavoro aveva anche un notevole sedere.

Tra parentesi, per vedere qualche foto andate qui.

Avrei apprezzato anche di più il Pergamon, non fosse che era pieno di scolaresche di romani truzzi.

La seconda sera la passo principalmente in un bar dove attacco bottone con degli spagnoli decisamente fighi e la finisco a farmi spiegare da alcuni berlinesi ubriachi che il trash tedesco è costituito in buona parte da canzoni di Nilla Pizzi e Albano e Romina tradotte.

Noto con piacere che se chiedo un vodka lemon qui lo sanno fare, a differenza di Barcelona :D

Il giorno dopo l’ho dedicato alla nullafacenza e al cazzeggio assoluto, unito a del sano shopping e alla consapevolezza che più che il lubrificante, avrei dovuto imparare come si chiede “ce l’avete in verde?”.
Però torno a casa con maglietta e jeans nuovi :)

La sera finisco per uscire con un gruppo di ragazzi italiani, spagnoli e sudamericani che mi portano in un locale che ho amato dal primo istante. Un barettino piccolo ma davvero kitch: il Roses.
Roses Bar

Quella sera ho potuto sperimentare la mia attitudine di parlare 3 lingue diverse nell’arco della stessa chiacchierata :)

Da lì siamo andati ad una festa arabo-pop dove ho anche incontrato qualche amico e ho bloccato una lesbica in vena di botte con il barista carino.

Insomma decisamente un weekend intenso ma ne è valsa la pena :)

Berlin for dummies – #0


March 27, 2009 on 6:35 pm | In holiday | 9 Comments

Nonostante il Re di Svezia abbia tentato di impedirmi di raggiungere l’aeroporto di Bologna in tempo, sono riuscito ad arrivare a Berlino sano e salvo.
Certo, ho dovuto sfoderare la mia faccia da culo durante lo scalo a Francoforte, quando Rosie O’ Donnel ha avuto da ridire sulle dimensioni del mio bagaglio a mano, ma alla fine ho scampato anche quello :D

Non mi dilungo troppo adesso, Dico solo che nelle ultime 20 ore ho essenzialmente parlato di Mafia e telefilm con Gesù, ho preso possesso del monolocale in cui sto nonostante il proprietario non capisse l’inglese, ho cercato di spiegare a un ragazzo che non é che non volessi vendergli la coca per qualche motivo specifico, ma semplicemente non ero un pusher, e ho camminato in giro nelle ultime 7 seguendo un olandese che ha fatto da guida turistica quasi gratis.

E le tastiere tedesche sono piú infide di quelle spagnole :)

See u soon :)

Almost Berlino


March 26, 2009 on 10:14 am | In Varie | 12 Comments

E’ che ultimamente mi sento un po’ scollegato con il mondo.
Questi giorni sono pieni di impegni e sempre di corsa, però all’atto pratico non mi resta nulla da raccontare che valga la pena di essere letto sul blog.

In fondo se ho un aereo tra 6 ore e scrivo invece di preparare la valigia, un po’ me le cerco, lo ammetto.

In realtà le ferie di ieri sarebbero servite anche a quello, però ho immolato la giornata al demone dell’alcool e del cibo a causa di un paio di lauree e di un aperitivo di cui mi ero incaricato di preparare le cibarie!

Ah ieri ho imparato che frasi tipo “il corpo docente italiano non fa niente di concreto per combattere contro le leggi stupide che rovinano la scuola” dette in sessione di laurea, incredibilmente ripagano bene in termini di voti :)

Comunque, in breve: Qualcuno sa come si dica “vorrei del lubrificante a base acquosa, non troppo denso ma neanche liquidissimo che poi è un casino e sporco ovunque imbranato come sono” in tedesco? Perché l’avrei finito e mi scoccia comprare i tubetti mignon solo per passare la dogana :)

Cinema a scrocco: l’anteprima di “Diverso da Chi?”


March 20, 2009 on 12:56 pm | In cinema | 7 Comments

Ieri sera mi sono dato al cinema a scrocco, andando all’anteprima di “Diverso da chi?“, il primo film di Umberto Carteni con Luca Argentero, Claudia Gerini e Filippo Nigro.

Le mie premesse per la serata erano:
- La buona compagnia della mia corsara preferita
- Tre spritz in corpo
- Una certa arrabbiatura nei confronti della Gerini che permette a Zampaglione di procreare
- Scarpe antiscivolo per evitare di cadere a causa della bava che la platea avrebbe prodotto all’ingresso di Luca Argentero.

Grande assente della presentazione era Filippo Nigro, che stranamente non mi dispiace come uomo, anzi!

Prima della visione del film ci viene propinato Red Ronnie che fa intervista sceneggiatore e protagonisti, che si sono rivelati molto simpatici, alla mano e sopratutto pazienti: Red ce l’ha messa tutta a fare domande idiote. Qualche esempio:

RR: “Fabio Bonifacci (Lo sceneggiatore), come vedi il tuo film alla luce della canzone di Povia? Luca (argentero) interpreta un gay che poi si innamora di una donna…”
FB:”Non lo vedo, il film l’ho scritto prima e parla di tutt’altro. Se si crea la polemica è inventata da altri. Al limite è tuta pubblicità.”

oppure:

RR: “Luca, su tre film questo è il tuo secondo ruolo gay. Ci stai prendendo gusto?”
LA: “Guarda, scelgo i ruoli perché fortunatamente me ne propongono di belli, a prescindere dall’orientamento del personaggio che interpreto”

e la migliore di tutti:

RR: “Claudia, tu interpreti un politco gay. Cosa ne pensi dell’avanzata delle donne nella politica italiana?”
CG: “Quale avanzata? Ce ne sono due al governo e fanno chiaramente da arredamento e basta”

Dopo queste figue di merda del presentatore, finalmente inizia questo film che tutti sono venuti a vedere solo per Argentero.

Niente di eccezionale ma molto carino.
Curato nelle battute anche se un po’ banalotto ma gioca bene con i pregiudizi, senza diventare noioso o una macchietta di se stesso. Poi riesce a far ridere ed è molto diretto: semplice, sì, ma arriva al punto senza perdersi.
Se ne è parlato così tanto che le mie aspettative erano molto basse e invece mi sono proprio dovuto ricredere in positivo.
L’ideale per passarci una serata al cinema o sotto le coperte una sera per poi rivederlo ogni tanto quando se ne ha voglia.

E questo giudizio vale sia per il film che per Argentero.

Ricordi raondom #1: falcon e le bambole


March 18, 2009 on 4:30 pm | In pippe mentali | 8 Comments

Quando ero un bambino, ero un pargoletto profondamente educato (Esattamente come adesso, a pensarci bene! No, non sono ammessi commenti su questa frase).
Sarà che vivevo in un clima casalingo abbastanza oppressivo e dovevo fare la mia parte per non esasperarlo, ma a parte la vivacità media con i genitori (tipo una volta che feci cadere il piano cottura a terra), sono sempre stato particolarmente educato con gli altri adulti.

Questa cosa determinò alcune conseguenze sulla mia crescita.

Anzitutto un mio vicino di casa il mio vicino di casa preferito tentava di corrompermi pagandomi per dire parolacce (che dicevo, come ogni buon bambino, ma non davanti a lui).

Ma soprattutto la gente non capiva mai cosa regalarmi, visto che io dicevo che mi piaceva tutto.
Riporto l’esempio più eclatante in tal senso.
Una mia zia La mia zia preferita un giorno mi regalò un bambolotto.
Io le dissi che era la cosa più bella che avessi mai ricevuto (ero educato e anche esagerato, esattamente come adesso, a pensarci bene!).
Da allora quella zia continuò a regalarmene altri per anni, sostenendo che ero io che la spingevo a farlo perché mi ci vedeva sempre giocare (visto che li sfoggiavo ogni volta che lei veniva in casa per farla contenta. D’altra parte è la mia zia preferita).
E altra gente ogni tanto la imitava solo per non indagare cos’è che davvero mi piacesse.

Che poi sia chiaro, non ricordo assolutamente cosa facessi con quelle bambole. Probabilmente le utilizzavo solo per giocare con una mia vicina di casa la mia vicina di casa preferita (la nipote di quello che mi corrompeva per le parolacce)
Di sicuro non ero uno di quei bimbi che le decapitava o le metteva in pose sessuali (che a sei anni neanche conoscevo).
Anzi, tendevo a catalizzare la mia potenza distruttrice contro cose non mie. (Vabbè è un’altra storia)

Questa tradizione è durata finché non sono cresciuto un po’ e ho fatto capire che magari era il caso di essere meno monotematici, prima di rischiare che mi regalassero un’intera casa per le bambole.

Anche perché la gente iniziava a chiedermi se considerassi normale che i bambini maschi giocassero con i bambolotti. E mi veniva complicato spiegare che in realtà tutto nacque per un malinteso.
E che in ogni caso non capivo perché le bimbe potessero giocare con Ken e io non con le bambole.
(Poi l’ho capito in seguito, grazie Zia Giovanna per quei regali!)

Comunque da lì a poco i miei mi avrebbero regalato una console per i videogame (il mitico NES), così chi avesse voluto donarmi qualcosa avrebbe optato per darmi soldi per comprare cartucce da gioco.

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